A causa dell’università, ultimamente mi sto dilettando con Java, linguaggio particolarmente bistrattato e criticato dagli “ambienti informatici alternativi” che di solito frequento, ma sul quale mi sto pian piano ricredendo.
Punti forti (specie nelle ultime versioni) e che mi lasciano a tratti meravigliato sono la tecnologia Remote Method Invocation (che permette cose come “copiare” oggetti tra client e server o invocazione remota di metodi che stanno sul server), l’ottima gestione delle collezioni di dati accoppiata con i generics (esempio ArrayList<tipo>), e ultimamente, swing, ovvero la libreria “nativa” per la gestione di interfacce grafiche.
Utilizzando unicamente come sistema operativo GNU/Linux, mi sono scontrato diverse volte con la scarsa integrazione tra le applicazioni Java ed il pinguino. Pian piano le cose stanno migliorando ed ora i risultati cominciano a vedersi, specie grazie all’ottimo IDE eclipse e alle sue ultra-portabili librerie SWT, ma ciò è noto.
Quello che è meno noto, ma di importanza rilevante, è il parallelo e sostanziale miglioramento di Swing (che sto usando per un progetto) che, utilizzando il JDK/JRE 1.6, permette un’integrazione con Gnome davvero degna di nota.
Eccovi alcuni shot.
Tutto questo grazie all’invocazione del metodo:
UIManager.setLookAndFeel(UIManager.getSystemLookAndFeelClassName());


