Nostalgia di un emigrante alla sua Didime
Sto in disparte quando il tempo lo permette
e guardo queste quattro fotografie che ho di Te
e mi accorgo che i miei pensieri sono tanti
Oh! Didime, Voglio dirti ciò che ho nel cuore.Ho raccolto un fiore un tempo,
ai margini della tua strada,
era appassito, assetato, l’ho raccolto,
ed ho guardato i suoi petali tremanti,
credevo fosse inutile, cercare di aiutarlo,
ed anch’Io come tanti l’ho gettato e calpestato.Ecco perché sono andato via da Te,
non offrivi niente, eri spoglia,
ed Io per paura sono fuggito
senza pensare a Te
Ma ti vedo ancora, Ti vedo,
Ti vedo, nella mia corsa
su di un prato per poi rotolare
felice sull’erba ed ascoltare il
tuo silenzio che di Te ti incanta.Ma, di colpo la mia mente,
ritorna alla realtà: Sono lontano,
dove il lavoro non lascia posto
ai sentimenti umani più puri.E’ un nuovo giorno,
cammino pian piano,
guardo all’orizzonte,
e mi pare di vederti: Salina Mia
Si, sei Tu laggiù, la in fondo,
in mezzo al mare, Cosa penserai,
Cosa mi dirai, se un giorno il fato
deciderà il mio ritorno?Ricordo i tuoi bianchi cavalli,
che infrangendosi contro i tuoi scogli,
si ricompongono con rinnovato fragore,
così anch’Io vorrei ricongiungermi con Te,
nel mondo della mia fantasia.Ti sto pensando, forse presto tornerò,
Forse mai? Una strana sensazione mi
assale, Sei Tu, Non Sei molto
lontana, Ma non ti vedo, No Ti vedo,
e ti prometto che al più presto
tornerò.
Giuseppe Mirabito


